Poche parole per un solo grido: FINALMENTE BASTA DAVVERO!
Ora lasciateci lavorare in pace, che bisogna ritirare sù la baracca che avete sconsideratamente distrutto. E poi mi sa che portate pure sfiga, viste le catastrofi in cui ci avete coinvolto con sistematica periodicità.
Più che "Casa delle libertà" una "Casa dei c... nostri!" cioè "vostri", ecco cosa sono stati questi 5 anni infiniti. Avete fatto di tutto e tutto il possibile. Avete anche imbrogliato le carte per vincere delle elezioni che avreste perso alla grande! Per questo non ci state, perchè ancora non vi spiegate come sia possibile che è accaduto. Avete il coraggio di etichettare come di regime il nuovo governo, ma il vostro cos'è stato? altro che regime! Finalmente si torna a respirare. Ho l'impressione che quella che vedo e sento in giro è la stessa reazione dei nostri nonni e padri alla caduta definitiva del fascismo. Un senso di incredula liberazione. Andate via con le vostre orribili facce! Aria, vogliamo respirare l'aria! Dobbiamo aprire la finestra sull'Italia per far entrare aria fresca e nuova, che dentro c'è ancora il peso della vostra putrefatta presenza!
mercoledì, maggio 10, 2006
domenica, maggio 07, 2006
Ma dopo cosa è successo? 'A nuttata è passata. Grazie!
Ancora una. Si, ancora una frana, ancora una tragedia, ancora una volta la scusa per sentirsi meno in colpa di quanto si dovrebbe. Questa volta è toccato ancora una volta alla Campania; ad Ischia. La casa non doveva essere costruita lì, in quell’area. Ma la casa c’era, e non da poco. Ce ne erano e ce ne sono ancora altre; sì, dove non dovrebbero esserci. Tutto aveva retto bene sino a quelle prime maledette luci del giorno. Poi poteva accadere ed è accaduto: il buio che sopravviene con impeto, il grido sommesso e disperato di chi è sopravvissuto, quello sordo del dolore acuto che grida forte di chi non c’è più, il disperato sconcerto dei soccorritori. Ah, sì, certo: poi le considerazioni dolorose delle autorità. Necessarie per dimostrare che la responsabilità è di chi non c’è più. Per intanto chi doveva controllare, verificare, provvedere non ha colpa. Le autorizzazioni? Non c’erano, la casa era abusiva. Abusiva come tutte quelle che continuano a restare sempre al loro posto, pur non dovendo. Quindi loro, che c’entrano? Già, le autorità. Sempre pronte ad arrivare per consolare, commiserare, valutare, giudicare, scuotere l’indice e poi fare la ramanzina. Tutti a confermare che la casa non ci sarebbe dovuta essere, ma intanto c’era. E tante altre sono le case che si trovano in situazioni similari. Non dovrebbero esserci ma sono tutte lì. La magia di chi è autorità: non vedere una cosa che c’è sì, ma che siccome non dovrebbe esserci non c’è. Poi ipocritamente: “ma come mai? Ma com’è successo? Ma non è possibile! Non doveva esserci. Ma non l’avevano mai vista prima. Intanto nel tempo hanno magari anche incassato i proventi di spazzatura, fogne, ICI, addizionali comunali e regionali. Ancora una volta altri 30 denari da mettere nel tesoro per comprarci il campo del ceramista. Prezzo di sangue anche questo. Soprattutto questo. Quando arriva il boato e tutto crolla... Si sapeva che… non bisognava che… faremo, diremo. Un coro di mai più! Mai più! Anche la giornata di lutto cittadino: ultimo atto di ipocrisia che si aggiunge al primo. Poi passata la nottata tutto ritorna come prima. Il grande consolatore cancella tutto, e così tutti pronti ad aspettare il prossimo disastro. Mica che proprio lì, in quel posto, succederà di nuovo? ...e nel frattempo si va avanti così.
Pianto di coccodrillo!
Ho provato a spiegare a me stesso il significato di un concetto che non riesco a capire "Portare la pace". Ho provato, ma non sono riuscito mai a toccare la pace; ho provato a cercarla per metterla in una borsa e portarla in giro "Anche io, anche io voglio portare la pace!", ma non ci sono riuscito. Mi è venuto il dubbio: vuoi vedere che non ho la pace! mi sono chiesto: ma in fondo com'è fatta una pace? magari se la incontro non saprei nemmeno riconoscerla. Ho anche pensato di non poter avere la pace, io che non possiedo una pistola, un fucile, un coltello a serramanico; un carrarmato.... no; non potrò mai avere una pace da portare. Senza armi come potrei mai portare in giro la pace! Poi un lampo e tutto mi è stato più chiaro: ma si, la pace è un concetto astratto, non è una cosa materiale. La pace è uno stato d'animo che si ha dentro e si manifesta all'esterno attraverso le cose che si dicono, le cose che si fanno, l'esempio nel comportamento. La pace non la si porta, si va "in pace"; e chi mi riceve deve poter capire che sono in pace, e che sto cercando di trasmettergli il mio stesso sentimento. La pace non si può mettere in un carro armato, in un fucile, in una pistola. Se sono in pace non indosso una divisa. Se voglio dimostrare di essere venuto a manifestare un sentimento di pace, ed aiutare a credere che si possa evitare di continuare la guerra, avrò un vestito normale; non porterò armi e sarò disposto a farmi aggredire da chi ha dei dubbi. E se saremo in tanti, tutti vestiti allo stesso modo, e tutti senza armi, e tutti con il sorriso sulle labbra e disposti ad essere aggrediti, forse saremo riusciti a raggiungere l'obiettivo: avremo trasmesso l'idea di pace; l'idea che si può sopravvivere e convivere tra persone di religione e credo politico diverso costruendo una vita senza doversi fare la guerra gli uni con gli altri. Non mascheriamoci facendo finta di essere cristiani e portando poi con noi le armi; come sempre non si è imparato nulla dalla storia, non si è imparato nulla dagli orrori e dai disastri causati dalle crociate. Non si è compreso lo spirito del cristianesimo. Con i morti dell'Iraq, di qualsiasi parte del mondo siano stati, qualsiasi abito abbiano vestito, è morto invano anche il Dio dei cristiani. Ora piangiamo con lacrime di coccodrillo i nostri morti, come se non sapessimo che i soldati italiani sono in guerra in un paese in guerra, pronti a rispondere alla guerra con la guerra! continuando a far finta di credere che sono tutti lì a portare la pace: tutti giovani vite la cui morte pesa sulla coscienza di un governo arrivista, egoista ed autocratico che per fortuna non c'è più. Ne risponderanno tutti loro davanti a Dio, visto che gli uomini hanno deciso di lasciar perdere.
lunedì, maggio 01, 2006
Capitali all'estero? facile!
Mi sembra di aver capito quale sia il meccanismo che consente di esportare capitali all'estero senza correre rischi. La ditta "A" ha bisogno di comprare del materiale che vende la ditta "B". Il prezzo è di 30000,00 euro. La fiduciaria "Y", con sede magari in Lussenburgo ( o comunque in uno stato dal regime fiscale paradisiaco) l'acquista per conto della ditta A dalla ditta B, e poi la rivende alla ditta A per un importo di 230000,00 euro. A questo punto la fiduciaria Y recupera i 30000,00 euro pagati, trattiene il 10% dei 200000,00 euro rimanenti, e versa la restante parte dei 180000,00 euro come disponibilità liquida su di un conto corrente che è riconducibile alla ditta A. Così si sono esportati 180000,00 euro senza colpo ferire ed evadendo le tasse in Italia sicuramente pensalizzanti. Poi, per soddisfare la necessità che qualcuno aveva di riavere in Italia disponibili i propri soldi esportati con questo sistema, è stato inventato il meccanismo che consente il rientro dei capitali a tariffa concordata... condonata... come dir si voglia. Ed il gioco è fatto.
Nel frattempo chi paga tutto questo meccanismo? Ma è chiaro: i soliti polli degli investitori. Già, dimenticavo: ovviamente il giochetto è sicuramente comodo quando si è quotati in borsa, altrimenti a rimetterci sarebbe la ditta stessa. Invece, così....
Ma ho capito bene? Ha funzionato, e funziona davvero così?
Nel frattempo chi paga tutto questo meccanismo? Ma è chiaro: i soliti polli degli investitori. Già, dimenticavo: ovviamente il giochetto è sicuramente comodo quando si è quotati in borsa, altrimenti a rimetterci sarebbe la ditta stessa. Invece, così....
Ma ho capito bene? Ha funzionato, e funziona davvero così?
Ma quando se ne vanno?
Mi domando quando finalmente se andranno via. Quando la smetteranno rendendosi finalmente conto che è finita! Finalmente è finita e se ne devono tornare a casa! non ne possiamo più di sentirne le voci, di vedere le loro espressioni violente, ascoltare i loro ritornelli e cantilene. BASTA! Hanno rubato tutto quello che sono riusciti a portar via riempiendosi la bocca con parole che non sono degni nemmeno di pronunciare. Democrazia: la loro; quella della prevaricazione, dell'usurpazione. Famiglia: certo, quante ne hanno? Più d'una, e quella che hanno non è una famiglia come quella che predicano; sono contro i PACS? Certo: loro non ne hanno bisogno. Le loro compagne, i loro figli sono garantiti dalla posizione politica che hanno. Facile dire che bisogna mangiar poco quando si ha la pancia sempre piena! Hanno preso in giro milioni di italiani che hanno crduto alle loro fandonie. Hanno distrutto il senso sociale creando divisione dappertutto: nello stato, nelle regioni, nelle stesse città. Tutto seondo il copione romano del "Divide et impera!" Ma ora BASTA! È FINITA!
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