domenica, maggio 07, 2006
Pianto di coccodrillo!
Ho provato a spiegare a me stesso il significato di un concetto che non riesco a capire "Portare la pace". Ho provato, ma non sono riuscito mai a toccare la pace; ho provato a cercarla per metterla in una borsa e portarla in giro "Anche io, anche io voglio portare la pace!", ma non ci sono riuscito. Mi è venuto il dubbio: vuoi vedere che non ho la pace! mi sono chiesto: ma in fondo com'è fatta una pace? magari se la incontro non saprei nemmeno riconoscerla. Ho anche pensato di non poter avere la pace, io che non possiedo una pistola, un fucile, un coltello a serramanico; un carrarmato.... no; non potrò mai avere una pace da portare. Senza armi come potrei mai portare in giro la pace! Poi un lampo e tutto mi è stato più chiaro: ma si, la pace è un concetto astratto, non è una cosa materiale. La pace è uno stato d'animo che si ha dentro e si manifesta all'esterno attraverso le cose che si dicono, le cose che si fanno, l'esempio nel comportamento. La pace non la si porta, si va "in pace"; e chi mi riceve deve poter capire che sono in pace, e che sto cercando di trasmettergli il mio stesso sentimento. La pace non si può mettere in un carro armato, in un fucile, in una pistola. Se sono in pace non indosso una divisa. Se voglio dimostrare di essere venuto a manifestare un sentimento di pace, ed aiutare a credere che si possa evitare di continuare la guerra, avrò un vestito normale; non porterò armi e sarò disposto a farmi aggredire da chi ha dei dubbi. E se saremo in tanti, tutti vestiti allo stesso modo, e tutti senza armi, e tutti con il sorriso sulle labbra e disposti ad essere aggrediti, forse saremo riusciti a raggiungere l'obiettivo: avremo trasmesso l'idea di pace; l'idea che si può sopravvivere e convivere tra persone di religione e credo politico diverso costruendo una vita senza doversi fare la guerra gli uni con gli altri. Non mascheriamoci facendo finta di essere cristiani e portando poi con noi le armi; come sempre non si è imparato nulla dalla storia, non si è imparato nulla dagli orrori e dai disastri causati dalle crociate. Non si è compreso lo spirito del cristianesimo. Con i morti dell'Iraq, di qualsiasi parte del mondo siano stati, qualsiasi abito abbiano vestito, è morto invano anche il Dio dei cristiani. Ora piangiamo con lacrime di coccodrillo i nostri morti, come se non sapessimo che i soldati italiani sono in guerra in un paese in guerra, pronti a rispondere alla guerra con la guerra! continuando a far finta di credere che sono tutti lì a portare la pace: tutti giovani vite la cui morte pesa sulla coscienza di un governo arrivista, egoista ed autocratico che per fortuna non c'è più. Ne risponderanno tutti loro davanti a Dio, visto che gli uomini hanno deciso di lasciar perdere.
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