domenica, maggio 07, 2006

Ma dopo cosa è successo? 'A nuttata è passata. Grazie!

Ancora una. Si, ancora una frana, ancora una tragedia, ancora una volta la scusa per sentirsi meno in colpa di quanto si dovrebbe. Questa volta è toccato ancora una volta alla Campania; ad Ischia. La casa non doveva essere costruita lì, in quell’area. Ma la casa c’era, e non da poco. Ce ne erano e ce ne sono ancora altre; sì, dove non dovrebbero esserci. Tutto aveva retto bene sino a quelle prime maledette luci del giorno. Poi poteva accadere ed è accaduto: il buio che sopravviene con impeto, il grido sommesso e disperato di chi è sopravvissuto, quello sordo del dolore acuto che grida forte di chi non c’è più, il disperato sconcerto dei soccorritori. Ah, sì, certo: poi le considerazioni dolorose delle autorità. Necessarie per dimostrare che la responsabilità è di chi non c’è più. Per intanto chi doveva controllare, verificare, provvedere non ha colpa. Le autorizzazioni? Non c’erano, la casa era abusiva. Abusiva come tutte quelle che continuano a restare sempre al loro posto, pur non dovendo. Quindi loro, che c’entrano? Già, le autorità. Sempre pronte ad arrivare per consolare, commiserare, valutare, giudicare, scuotere l’indice e poi fare la ramanzina. Tutti a confermare che la casa non ci sarebbe dovuta essere, ma intanto c’era. E tante altre sono le case che si trovano in situazioni similari. Non dovrebbero esserci ma sono tutte lì. La magia di chi è autorità: non vedere una cosa che c’è sì, ma che siccome non dovrebbe esserci non c’è. Poi ipocritamente: “ma come mai? Ma com’è successo? Ma non è possibile! Non doveva esserci. Ma non l’avevano mai vista prima. Intanto nel tempo hanno magari anche incassato i proventi di spazzatura, fogne, ICI, addizionali comunali e regionali. Ancora una volta altri 30 denari da mettere nel tesoro per comprarci il campo del ceramista. Prezzo di sangue anche questo. Soprattutto questo. Quando arriva il boato e tutto crolla... Si sapeva che… non bisognava che… faremo, diremo. Un coro di mai più! Mai più! Anche la giornata di lutto cittadino: ultimo atto di ipocrisia che si aggiunge al primo. Poi passata la nottata tutto ritorna come prima. Il grande consolatore cancella tutto, e così tutti pronti ad aspettare il prossimo disastro. Mica che proprio lì, in quel posto, succederà di nuovo? ...e nel frattempo si va avanti così.

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