lunedì, agosto 20, 2007

Le solite esternazioni da solleone? No: pericolosa idiozia.

Riportato sul quotidiano L'Unione Sarda.it: "Tutti dobbiamo fare il nostro dovere nel pagare le tasse, secondo leggi giuste e nel destinare i proventi di esse ad opere giuste e all'aiuto ai più poveri e ai più deboli. Tutti dobbiamo fare il nostro dovere, il salmo 71 della Bibbia dovrebbe essere il programma del politico cristiano: rendere giustizia ai poveri e salvare la vita ai miseri. Il politico deve avere attenzione per i più deboli ed i poveri e deve far sì che non ci siano ingiustizie nella distribuzione delle risorse dello Stato". Il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, commenta così, a margine del Meeting di Rimini, la proposta di uno sciopero fiscale lanciata dal leader della Lega Umberto Bossi.
REPLICA DI CALDEROLI. "Le dichiarazioni del cardinal Bertone rappresentano il miglior viatico per la rivolta fiscale che intendiamo mettere in atto, una vera benedizione".

Ho pensato cosa mi sarebbe potuto accadere se una dichiarazione come quella di Bossi o di Calderoli - faccio fatica a chiamarli "onorevoli" perché a questo termine mi sembra logico darvi quel significato che esso merita, ma che non mi riesce di capire come e perché possano meritarlo i due citati personaggi – fossi stato io a farla, magari a seguito di una delle tante interviste che si fanno in genere in strada per sentire il parere dell'uomo della strada.

Forse sarei stato multato? Incriminato per un qualche motivo drammatico? Istigazione? Un qualche vilipendio? Non saprei, di sicuro non l'avrei passata liscia. Perché loro si?

Le leggi vengono promulgate dal parlamento, ed il parlamento è stato scelto dal popolo democraticamente.

Se le leggi che promulga il parlamento eletto democraticamente dal popolo potessero essere ritenute ingiuste per partito preso, vorrebbe significare che "il parlamento" come "Istituzione", non sarebbe più una espressione del popolo ma della convenienza personale di pochi.

Io penso che una legge può essere severa, ovvero troppo debole, sbagliata, da correggere, da integrare. "Ingiusta" è davvero una espressione forte e chi la ha pronunciata dovrebbe essere additato al pubblico ludibrio, punito da una di quelle leggi forse troppo morbide che abbiamo in Italia. Sicuramente se fa parte del parlamento, andrebbe cacciato fuori.

Una legge si può cambiare, modificare, abrogare. Ma sempre con il consenso del parlamento e quindi del popolo. Dichiarare ingiusta una legge, ed invitare a disobbedirvi è una cosa molto grave che istigherebbe all'emulazione: se considero poco conveniente una legge, sciopero e la contravvengo.

I signori del precedente governo ci hanno ben insegnato che le leggi più che "giuste" devono essere fatte "giuste-giuste"; su misura.

Davvero c'è da vergognarsi ad essere cittadini di questo piccolo e sciocco paese.


 

domenica, agosto 05, 2007

Ma un bacio omosessuale in pubblico è davvero una manifestazione di libertà, oppure è una provocatoria ostentazione?

Rilevo la notizia da internet così come la riporta il quotidiano spagnolo "El Pais":

"I gay italiani si mobilitano. - La magistratura di Roma ha aperto un'indagine su una coppia gay che, la notte del 26 luglio, è stata fermata dai carabinieri per atti osceni in luogo pubblico. Domenica un centinaio di coppie omosessuali si sono riunite davanti al Colosseo per darsi un bacio collettivo in segno di solidarietà con gli arrestati. "È gravissimo che due ragazzi siano fermati e denunciati per un semplice bacio", ha scritto il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli in un comunicato. La ministra per le pari opportunità, Barbara Pollastrini, ha sottolineato il rischio di "un clima omofobico, pieno di sospetti e pregiudizi in un paese che ha bisogno di sicurezza, regole chiare e serenità".."

Non ho nulla contro gli omosessuali, ma non vedo perché debbano essere consentite certe libertà che qualunque persona di buon senso eviterebbe di prendersi.

Non capisco perché debba valere il banale e sciocco principio per il quale per mostrare apertura mentale, disponibilità, a voler far capire di non essere razzista, si debbano di contro concedere permessi, assecondare iniziative altrimenti considerate illogiche, banali, superflue.

Stiamo ancora pagando, e tutta l'umanità continuerà a pagare, i campi di concentramento ed i lager nazisti. L'umanità non si libererà mai più del fardello di quella terribile colpa. Noi continueremo a manifestare solidarietà e partecipazione, qualsiasi gesto compia un ebreo. Qualsiasi gesto venga compiuto ai suoi danni. Sarà che forse certi atteggiamenti falsamente buonisti sono la causa motivante di reazioni inconsulte ed immotivate?

Qualsiasi cosa dica o faccia un ebreo, un negro od un qualunque altro appartenente alla fascia "senso di colpa collettivo" è ammesso, concesso. Una strana libertà che per incomprensibili motivi, prescinde dalle ragioni del vivere civile. Che nega la salvaguardia delle persone comuni.

Non sono razzista, assolutamente. Penso che la shoa sia stata una nefandezza indicibile, ma ormai basta così; certo che si può e si deve aver diritto ad essere omosessuale, così come si può e deve aver diritto a non esserlo.

Ma non per questo l'uno o l'altro devono aver diritto a manifestarlo pubblicamente.

Mi sembra anche giusto che quando questo accade in maniera tale da provocare disgusto, non giunga subito chi sia pronto a difendere accusando chi ne possa restare colpito negativamente.

Mi domando: ma perché devo trovare normale vedere due uomini o due donne che si baciano apertamente alla stessa stregua che una normale coppia mista? Perché non posso ritenerla una violenza? Perché non deve essere difeso il mio senso della decenza piuttosto che la loro ostentata provocazione?

Non credo alla possibilità dell'esistenza di un "clima omofobico". Credo soltanto nella libertà di non essere ossessionato dal pensiero che chi è diverso abbia diritto a tutto. Non è concedendo tutto quello che vogliono, che si educano i bambini. Non si fa il bene della collettività, in nessun senso, se si concede la libertà di un comportamento isterico e fanciullesco. Mi sembra che un ministro debba avere cose più importanti a cui pensare. L'esistenza di un "Ministero delle pari opportunità" dovrebbe far pensare molto di più di quanto i responsabili di questo dicastero non facciano.

Io penso che sarebbe il caso di chiedersi se l'esigenza di dover mantenere in vita questo tipo di istituzione non sia l'indice di una ben più grave situazione sociale piuttosto che decidere sull'opportunità dei gay di baciarsi per strada, delle quote rosa o quant'altro di banale ci sia.

domenica, marzo 25, 2007

Toh! Guarda chi si vede!?

L’INPS che per anni si è disinteressata di me tant’è che avevo per molto tempo avuto la sensazione di non esistere affatto per questo benemerito e stranissimo Ente, di un tratto s’è palesata.
Per anni ha registrato con sistematica lentezza le annualità dei contributi versati dall’azienda di cui ero e da quella della quale sono attualmente dipendente.
Tanto per dare un’idea di situazioni recenti ecco un paio di brevi appunti:
Alla data del 19 marzo 2006, erano stati registrati i contributi relativi a tutto il 31 dicembre 2003.
A quella del quattro febbraio 2007 si era finalmente giunti con tanta fatica al 31 dicembre 2004!

Questo nonostante la puntuale regolarità dei versamenti effettuati.
Ora come annotavo più sopra, l’ INPS si degna di scrivermi provvedendo a farmi pervenire il “Rendiconto” dei versamenti effettuati dall’Azienda presso la quale sono alle dipendenze, effettuati nel corso dell’ultimo biennio: 2005 e 2006.
Con tanto di invito a verificare la correttezza dei dati ed a mettermi in contatto con la mia sede di competenza per eventuali chiarimenti od errori da evidenziare.
Come mai questa "strana" iniziativa?
A cosa è dovuto questo repentino cambio di rotta teso ad evidenziare tanta solerzia?
La risposta era contenuta nella busta insieme al “Rendiconto”.
Un simpatico e pratico opuscolo intitolato “TFR – Scegliere oggi pensando al domani”.
In seconda pagina il messaggio personale introduttivo del ministro Damiano.
Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale.L’ho letto.
Devo essere sincero: in qualche pagina sono andato un po’ veloce. Ma questo non ha influito sulla comprensione del suo contenuto.
Devo dire che non mi sta bene, no! Non mi sta affatto bene che questo centrsinistra persegua ancora oggi quell’obiettivo di matrice stalinista della “propaganda”.
I tempi oggi sono forse un po’ cambiati, e quel tipo di Comunismo “forse” oggi non esiste più.
Credevo che questi metodi fossero appannaggio solo del centrodestra.
Ecco i punti che mi hanno colpito:
A) Viene dato per scontato che il lavoratore debba necessariamente scegliere di aderire ad un fondo pensione. Magari proprio quello gestito dall' INPS? e perché no?
B) Le spiegazioni e le esemplificazioni presentate sono finalizzate a lasciar intendere che l’unica strada percorribile sia comunque quella di destinare il TFR ad un fondo pensione
.C) L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad una intimidazione: o scegli di destinare il TFR ad un fondo pensione, oppure vivrai male gli ultimi anni della tua “lunga” e bella vita che ti resta.

Una considerazione:
No, non è affatto vero quel che c’e scritto nella breve introduzione del ministro. Non è affatto vero che si vive meglio e di più.
Non è vero che le due cose siano sempre concomitanti, certamente non lo sono per tutti.
Probabilmente è vero solo che si vive di più, e già questa è una affermazione che non sempre vale per tutti.
Ma certamente non meglio. È vero: anche questo non vale per tutti.
“Meglio" vive solo una parte della popolazione, e non di tutti gli ex lavoratori. Solo quella parte benestante che ha un reddito alto pur se in pensione, e che gli consente di godere di una sanità privata ed a pagamento, e non certo del tanto vantato “Servizio Sanitario Nazionale”.
Quel che non viene spiegato ed illustrato è:
a chi conviene versare il TFR in un fondo pensione? A chi conviene lasciarlo in azienda?
Manca un esempio che veda coinvolto un lavoratore al quale mancano solo otto/nove anni al quorum: sessanta anni d’età, quaranta di contributi.
Cosa consigliare? In che modo dovrebbe comportarsi? Niente di tutto questo.
Solo pubblicità e non informazione.
Solo e soltanto propaganda. Come ai vecchi tempi.
Che peccato, un'altra occasione perduta.

mercoledì, maggio 10, 2006

...e UNO! ...e DUE! ...e TRE!!!!

Poche parole per un solo grido: FINALMENTE BASTA DAVVERO!
Ora lasciateci lavorare in pace, che bisogna ritirare sù la baracca che avete sconsideratamente distrutto. E poi mi sa che portate pure sfiga, viste le catastrofi in cui ci avete coinvolto con sistematica periodicità.
Più che "Casa delle libertà" una "Casa dei c... nostri!" cioè "vostri", ecco cosa sono stati questi 5 anni infiniti. Avete fatto di tutto e tutto il possibile. Avete anche imbrogliato le carte per vincere delle elezioni che avreste perso alla grande! Per questo non ci state, perchè ancora non vi spiegate come sia possibile che è accaduto. Avete il coraggio di etichettare come di regime il nuovo governo, ma il vostro cos'è stato? altro che regime! Finalmente si torna a respirare. Ho l'impressione che quella che vedo e sento in giro è la stessa reazione dei nostri nonni e padri alla caduta definitiva del fascismo. Un senso di incredula liberazione. Andate via con le vostre orribili facce! Aria, vogliamo respirare l'aria! Dobbiamo aprire la finestra sull'Italia per far entrare aria fresca e nuova, che dentro c'è ancora il peso della vostra putrefatta presenza!

....svegliarsi e d'un tratto, in un caldo giorno d'estate, un brivido freddo attraversa la schiena !

domenica, maggio 07, 2006

Ma dopo cosa è successo? 'A nuttata è passata. Grazie!

Ancora una. Si, ancora una frana, ancora una tragedia, ancora una volta la scusa per sentirsi meno in colpa di quanto si dovrebbe. Questa volta è toccato ancora una volta alla Campania; ad Ischia. La casa non doveva essere costruita lì, in quell’area. Ma la casa c’era, e non da poco. Ce ne erano e ce ne sono ancora altre; sì, dove non dovrebbero esserci. Tutto aveva retto bene sino a quelle prime maledette luci del giorno. Poi poteva accadere ed è accaduto: il buio che sopravviene con impeto, il grido sommesso e disperato di chi è sopravvissuto, quello sordo del dolore acuto che grida forte di chi non c’è più, il disperato sconcerto dei soccorritori. Ah, sì, certo: poi le considerazioni dolorose delle autorità. Necessarie per dimostrare che la responsabilità è di chi non c’è più. Per intanto chi doveva controllare, verificare, provvedere non ha colpa. Le autorizzazioni? Non c’erano, la casa era abusiva. Abusiva come tutte quelle che continuano a restare sempre al loro posto, pur non dovendo. Quindi loro, che c’entrano? Già, le autorità. Sempre pronte ad arrivare per consolare, commiserare, valutare, giudicare, scuotere l’indice e poi fare la ramanzina. Tutti a confermare che la casa non ci sarebbe dovuta essere, ma intanto c’era. E tante altre sono le case che si trovano in situazioni similari. Non dovrebbero esserci ma sono tutte lì. La magia di chi è autorità: non vedere una cosa che c’è sì, ma che siccome non dovrebbe esserci non c’è. Poi ipocritamente: “ma come mai? Ma com’è successo? Ma non è possibile! Non doveva esserci. Ma non l’avevano mai vista prima. Intanto nel tempo hanno magari anche incassato i proventi di spazzatura, fogne, ICI, addizionali comunali e regionali. Ancora una volta altri 30 denari da mettere nel tesoro per comprarci il campo del ceramista. Prezzo di sangue anche questo. Soprattutto questo. Quando arriva il boato e tutto crolla... Si sapeva che… non bisognava che… faremo, diremo. Un coro di mai più! Mai più! Anche la giornata di lutto cittadino: ultimo atto di ipocrisia che si aggiunge al primo. Poi passata la nottata tutto ritorna come prima. Il grande consolatore cancella tutto, e così tutti pronti ad aspettare il prossimo disastro. Mica che proprio lì, in quel posto, succederà di nuovo? ...e nel frattempo si va avanti così.

Pianto di coccodrillo!

Ho provato a spiegare a me stesso il significato di un concetto che non riesco a capire "Portare la pace". Ho provato, ma non sono riuscito mai a toccare la pace; ho provato a cercarla per metterla in una borsa e portarla in giro "Anche io, anche io voglio portare la pace!", ma non ci sono riuscito. Mi è venuto il dubbio: vuoi vedere che non ho la pace! mi sono chiesto: ma in fondo com'è fatta una pace? magari se la incontro non saprei nemmeno riconoscerla. Ho anche pensato di non poter avere la pace, io che non possiedo una pistola, un fucile, un coltello a serramanico; un carrarmato.... no; non potrò mai avere una pace da portare. Senza armi come potrei mai portare in giro la pace! Poi un lampo e tutto mi è stato più chiaro: ma si, la pace è un concetto astratto, non è una cosa materiale. La pace è uno stato d'animo che si ha dentro e si manifesta all'esterno attraverso le cose che si dicono, le cose che si fanno, l'esempio nel comportamento. La pace non la si porta, si va "in pace"; e chi mi riceve deve poter capire che sono in pace, e che sto cercando di trasmettergli il mio stesso sentimento. La pace non si può mettere in un carro armato, in un fucile, in una pistola. Se sono in pace non indosso una divisa. Se voglio dimostrare di essere venuto a manifestare un sentimento di pace, ed aiutare a credere che si possa evitare di continuare la guerra, avrò un vestito normale; non porterò armi e sarò disposto a farmi aggredire da chi ha dei dubbi. E se saremo in tanti, tutti vestiti allo stesso modo, e tutti senza armi, e tutti con il sorriso sulle labbra e disposti ad essere aggrediti, forse saremo riusciti a raggiungere l'obiettivo: avremo trasmesso l'idea di pace; l'idea che si può sopravvivere e convivere tra persone di religione e credo politico diverso costruendo una vita senza doversi fare la guerra gli uni con gli altri. Non mascheriamoci facendo finta di essere cristiani e portando poi con noi le armi; come sempre non si è imparato nulla dalla storia, non si è imparato nulla dagli orrori e dai disastri causati dalle crociate. Non si è compreso lo spirito del cristianesimo. Con i morti dell'Iraq, di qualsiasi parte del mondo siano stati, qualsiasi abito abbiano vestito, è morto invano anche il Dio dei cristiani. Ora piangiamo con lacrime di coccodrillo i nostri morti, come se non sapessimo che i soldati italiani sono in guerra in un paese in guerra, pronti a rispondere alla guerra con la guerra! continuando a far finta di credere che sono tutti lì a portare la pace: tutti giovani vite la cui morte pesa sulla coscienza di un governo arrivista, egoista ed autocratico che per fortuna non c'è più. Ne risponderanno tutti loro davanti a Dio, visto che gli uomini hanno deciso di lasciar perdere.

lunedì, maggio 01, 2006

Capitali all'estero? facile!

Mi sembra di aver capito quale sia il meccanismo che consente di esportare capitali all'estero senza correre rischi. La ditta "A" ha bisogno di comprare del materiale che vende la ditta "B". Il prezzo è di 30000,00 euro. La fiduciaria "Y", con sede magari in Lussenburgo ( o comunque in uno stato dal regime fiscale paradisiaco) l'acquista per conto della ditta A dalla ditta B, e poi la rivende alla ditta A per un importo di 230000,00 euro. A questo punto la fiduciaria Y recupera i 30000,00 euro pagati, trattiene il 10% dei 200000,00 euro rimanenti, e versa la restante parte dei 180000,00 euro come disponibilità liquida su di un conto corrente che è riconducibile alla ditta A. Così si sono esportati 180000,00 euro senza colpo ferire ed evadendo le tasse in Italia sicuramente pensalizzanti. Poi, per soddisfare la necessità che qualcuno aveva di riavere in Italia disponibili i propri soldi esportati con questo sistema, è stato inventato il meccanismo che consente il rientro dei capitali a tariffa concordata... condonata... come dir si voglia. Ed il gioco è fatto.
Nel frattempo chi paga tutto questo meccanismo? Ma è chiaro: i soliti polli degli investitori. Già, dimenticavo: ovviamente il giochetto è sicuramente comodo quando si è quotati in borsa, altrimenti a rimetterci sarebbe la ditta stessa. Invece, così....
Ma ho capito bene? Ha funzionato, e funziona davvero così?

Ma quando se ne vanno?

Mi domando quando finalmente se andranno via. Quando la smetteranno rendendosi finalmente conto che è finita! Finalmente è finita e se ne devono tornare a casa! non ne possiamo più di sentirne le voci, di vedere le loro espressioni violente, ascoltare i loro ritornelli e cantilene. BASTA! Hanno rubato tutto quello che sono riusciti a portar via riempiendosi la bocca con parole che non sono degni nemmeno di pronunciare. Democrazia: la loro; quella della prevaricazione, dell'usurpazione. Famiglia: certo, quante ne hanno? Più d'una, e quella che hanno non è una famiglia come quella che predicano; sono contro i PACS? Certo: loro non ne hanno bisogno. Le loro compagne, i loro figli sono garantiti dalla posizione politica che hanno. Facile dire che bisogna mangiar poco quando si ha la pancia sempre piena! Hanno preso in giro milioni di italiani che hanno crduto alle loro fandonie. Hanno distrutto il senso sociale creando divisione dappertutto: nello stato, nelle regioni, nelle stesse città. Tutto seondo il copione romano del "Divide et impera!" Ma ora BASTA! È FINITA!